Diretto nel 2009 da Rob Letterman e Conrad VernonMostri contro alieni è il primo film d’animazione digitale in computer grafica 3D realizzato in stereoscopia (ovvero una tecnica di realizzazione e visione di immagini, video, disegni, etc., capace di trasmettere l’illusione della tridimensionalita’) da DreamWorks Animation.

La storia comincia quando, nel giorno del suo matrimonio, una ragazza californiana di nome Susan Murphy viene a contatto con le sostanze radioattive di un meteorite e comincia ad ingrandirsi, raggiungendo un’altezza di 15 metri. La polizia e il Governo degli USA decidono di rinchiuderla in un’area segreta chiamata Area 5?/Area Cinquanta-Qualcosa, chiamandola “Ginormica”. Nella base Susan si accorge di non essere sola, ma in compagnia di altri “mostri” come lei, segregati li dai militari nel corso degli anni.

In passato, nell’era del cinema in 3D negli anni ’50, la post in Stereo era piuttosto poco affidabile e di risultati alterni. I problemi principali delle case di post erano quattro:

  1. I film erano molto complessi da girare, (non si aveva idea di come sarebbero state alla fine le riprese in 3D fino a un giorno o due dopo le riprese stesse). La fotografia piuttosto inconsistente significava che le case di post dovevano iniziare il lavoro con materiale problematico.
  2. La Post in sé era molto lenta e difficile. Gli effetti tradizionali chimici e ottici già abbastanza problematici coi film convenzionali in 2D diventavano un incubo in 3D dato che non si aveva idea di come sarebbero venuti gli effetti finché non stampati. Alcuni effetti in 3D non funzionavano bene.
  3. Anche la proiezione era difficile, con evidenti problematiche di controllo qualitativo.
  4. Il Film poteva traballare, saltellare e ondeggiare – in modo fastidioso in 2D creando serie problematiche in 3D.

Ormai è storia che alcuni film siano usciti con imperfezioni, man mano che il tempo e i soldi finivano. Anche gli spettatori non sempre riuscivano ad apprezzare lo spettacolo della visione in stereo. La prima stereoscopia non era dunque certo un business.

Con un balzo in avanti verso nuovi sviluppi più recenti, verso i primi anni ’90, alcuni strumenti atti a realizzare effetti speciali visivi in digitale erano diventati perfettamente disponibili. Poi è comparso il Digital Intermediate e in parallelo la ripresa in digitale e anche la proiezione in digitale sono arrivati a dare una mano per risolvere le problematiche dei rispettivi settori.

Così oggi i film maker hanno strumenti e risorse per far fronte a i problemi e migliorare la qualità dei risultati finali – e oggi, eccellenti film in stereo 3D stanno venendo creati.

Tuttavia, quando ci domandiamo se è dunque facile creare un progetto in 3D oggi, la risposta è: “Sfortunatamente, non lo è!”. Rimangono ancora molte problematiche nella Post. Sussistono i problemi quotidiani della cinematografia tradizionale che si sommano a quelli tipici apportati dalla realizzazione e dal flusso di lavoro in 3DStereo.

In breve, il problema più grande è che spesso non si riesce a vedere quello che stiamo davvero facendo.

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