Siamo abituati oggi a siti in streamnig come Netflix per guardare le nostre serie tv preferite ma come venivano registrate e pubblicate? Nei primi tempi le serie tv erano riprese in tempo reale, cioè in diretta, si ebbe quasi subito la necessità di registrare in qualche modo il programma.

Ciò poneva un problema non di poco conto se pensiamo che la quasi totalità degli audiovisivi era impresso su pellicola. La tecnica che venne impiegata, quindi, fu quella di girare il tutto in pellicola, per poi riprendere lo schermo di proiezione (o la moviola) con una telecamera fissa e mandarlo in onda (sistema chiamato telecine).

Viceversa, se il programma o la serie tv era in diretta e se ne voleva conservare una copia, l’unica scelta era quella di riprendere con una cinepresa uno schermo televisivo. Insomma: è come se, invece di scaricare un video sul web, lo riprendessimo con un telefonino… poco pratico e con poca qualità. Eppure in molti lo fanno ugualmente perché non hanno trovato una soluzione migliore.

Nel caso della televisione, una soluzione si trovò e venne inventato il videoregistratore. Con l’avvento dei primi registratori da studio a bobine, costosissimi e pesantissimi, si passò gradualmente a un sistema ibrido: alcuni sceneggiati venivano registrati direttamente in RVM (registrazione video magnetica), altre serie in pellicola e poi riversate in RVM per una più comoda messa in onda. Quest’ultima soluzione fu impiegata per decenni, con i dovuti sviluppi tecnologici, sostanzialmente fino all’avvento della TV digitale.

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